LA TRISTE EREDITÀ DEL CAVALIERE

L’Italia è in ginocchio, ma da mesi Berlusconi pensa solo alle proprie disavventure giudiziarie. Il Paese rischia di andare a rotoli, ma il Cavaliere (assieme ai suoi fedelissimi) sembra avere un’unica preoccupazione: cercare una via d’uscita per evitare di dover scontate la condanna ormai definitiva per frode fiscale e, soprattutto, per dribblare la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici (oltre alla decadenza prevista della legge Severino) che gli farà perdere l’immunità parlamentare, esponendolo – ed è ciò che non lo fa dormire – al rischio di essere arrestato nell’ambito delle altre inchieste che lo riguardano, tra cui la più grave riguarda la compravendita di parlamentari a suon di milioni per far cadere il governo Prodi.

È incredibile che un leader politico possa continuare a tenere sotto scacco un Paese per risolvere i propri problemi personali.
E di estrema gravità che si permetta – e venga consentita da anni – un’azione sistematica di “demolizione” delle Istituzioni, dalla Magistratura alla Presidenza della Repubblica.

Un vero statista si sarebbe dimesso (per non far pagate ai cittadini il prezzo di errori e colpe non loro). Un leader politico responsabile, pur continuando a proclamarsi innocente, si sarebbe “piegato” al dovuto rispetto delle regole democratiche, continuando a battersi utilizzando gli strumenti a disposizione di tutti i cittadini. Invece ha proseguito nell’opera di delegittimazione.

Al di là della gravità degli episodi per cui Berlusconi è finito sotto accusa – in un caso condannato in via definitiva, in altri assolto o salvato dalla prescrizione (dopo aver cambiato alcune leggi a suo favore) – la pesantezza della sua eredità politica riguarda proprio questo atteggiamento.

Ma non solo.

Che dire del modello socio-economico “valorizzato” a partire dagli anni Novanta? Quanti danni ha provocato e per quanto tempo proseguiranno i suoi nefasti effetti? Penso al “modello” della furbizia dilagante, dell’evasione fiscale legittimata, del successo e dei soldi ad ogni costo, dell’arroganza e della volgarità esasperata ai massimi livelli, della prevaricazione diventata ormai normalità, del nepotismo e delle carriere costruite sulla cieca fedeltà. Si potrebbe continuare a lungo… Il Cavaliere non ha inventato nulla, intendiamoci: ha semplicemente fatto leva sul lato peggiore degli italiani. Sostituendo la capacità con il servilismo è stato distrutto un intero sistema. Facendo credere per anni agli italiani che non c’era alcun problema e che la crisi non esisteva, siamo stati condotti ad un passo dal baratro. Ci vorranno anni per cancellare questa disastrosa eredità…

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