Informazione in crisi: giornalismo d’inchiesta contro pettegolezzi e copia-incolla

Sempre meno giornalismo d’inchiesta, sempre meno approfondimenti. Sempre più copia incolla di notizie non verificate, raccattate qui e lì sui social network.
È una tendenza preoccupante quella che sta travolgendo l’informazione. Soprattutto quella italiana. Pagine e pagine dedicate a pettegolezzi e a polemiche spesso senza senso. Tanta, tantissima cronaca nera. Decine di programmi tv dedicati ai soliti tre o quattro delitti che fanno discutere. Una marea di talk show, facili da confezionare con i soliti 4-5 urlatori di professione…

Lo spazio dedicato ad un vero lavoro giornalistico è invece sempre di meno. Colpa della crisi dei media, della pubblicità in calo, dei bilanci in rosso delle aziende editoriali che, in deficit di idee, si limitano a tagliare organici e costi e non investono più nelle inchieste. Ma non solo. La verità è che fa comodo avere un popolo disinformato, con poco senso critico, al quale peraltro viene fatto credere di essere aggiornato, ma a che in realtà viene inondato da una marea di cretinate che non consentono di concentrarsi sulle notizie importanti.

Mentre negli Usa l’Associated Press vince il Pulizer facendo lavorare per mesi quattro giornaliste sullo scandaloso sfruttamento di migliaia di pescatori resi schiavi in Thailandia (articoli che hanno svelato al mondo una vicenda gravissima, facendo scattare inchieste e decine di arresti ) in Italia sono davvero pochissime le testate che dedicano risorse al lavoro d’inchiesta. Tradendo il loro ruolo, ma anche non capendo che l’unico futuro dei media è quello, in un mondo digitale nel quale non hanno più il monopolio dell’informazione; nel quale chiunque ha la possibilità di veicolare notizie, anche senza mediazione giornalistica.

Quando gli editori lo capiranno, dismettendo l’antica prassi di voler utilizzare i giornali principalmente per favorire i loro interessi nei campi imprenditoriali e della finanza, oppure per supportare questo e quel esponente politico, sarà sempre troppo tardi.
La rivoluzione digitale è una grande opportunità perché mette a disposizione uno spazio ‘infinito’, a basso costo, per approfondire e informare in maniera corretta; per dare voce a tutti. E’ una vergogna sprecare tempo, risorse, professionalità per correre dietro al chiacchiericcio inutile.

E’ compito dei giornalisti alzare la testa, recuperare la dignità, reagire a quella triste classifica sulla libertà di stampa realizzata da ‘Reporter senza frontiere‘, secondo la quale l’Italia è scesa al 77° posto, dietro Moldova, Nicaragua, Armenia e Lesotho.

2 risposte a "Informazione in crisi: giornalismo d’inchiesta contro pettegolezzi e copia-incolla"

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  1. Ti sei dimenticato di menzionare i video pubblicati online dai giornali locali, di notizie che servono solo ad attirare i lettori, cose successe all’estero. La mia prima impressione non è di certo di giornalismo ma di esca per catturare lettori e pubblicità forzata.

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