Locali pubblici, movida, diritto al riposo e sicurezza

Le battaglie ormai sono quotidiane: residenti di questo o quel quartiere mobilitati contro il bar di turno, “colpevole” di creare disturbo fino a tarda ora, tra musica e chiacchiere ad alta voce della clientela che, bicchiere in mano, si intrattiene all’esterno.

Il problema esiste, senza dubbio e il diritto al riposo è sacrosanto. Ma c’è un rovescio della medaglia, che tutti fanno finta di ignorare: se imponiamo la chiusura forzata di tutti i locali pubblici la sera, le città sono destinate a svuotarsi, a restare luoghi deserti e abbandonati. E, di conseguenza, sempre più mal frequentati. A Mestre è accaduto proprio così, e ora tutti si lamentano, un giorno sì e un giorno anche, sostenendo che è diventato pericoloso uscire per strada dopo cena.

Tutto non si può volere e servirebbe un po’ di equilibrio e di buon senso. Svuotare le città da ogni tipo di attività non è possibile e non ha senso, anche perché l’effetto rischia di essere esattamente il contrario di quello voluto dai cittadini che chiedono sicurezza e tranquillità.

 

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