Tutti ricchi e belli, per decreto

CRONACHE IRREALI / 3 Finalmente è  fatta! Il maxi emendamento di fine anno approvato in meno di 5 minuti: giusto il tempo di declamare il titolo roboante, “Decreto Pace e Prosperità”.  Lo hanno votato tutti, anche gli uscieri. Il testo è stato depositato due settimane più tardi: ma cosa importa, nessuno lo avrebbe letto comunque, pieno com’è di antipatici numerini, noiosi codicilli, fatidiosi rimandi.

La novità più sorprendente è stata scoperta dopo due anni, nel 2027, quasi per caso: in giro per strada erano rimasti solo i ricchi e belli, al volante di enormi casciabanconi (in gergo Suv), preferibilmente evasori fiscali, fattispecie nel frattempo depenalizzata e requisito base per diventare Cavaliere della Repubblica.

La povertà era sparita come d’incanto, per decreto: in realtà c’era voluto un po’ per ramazzare via i questuanti, abbattere gli alloggi popolari, rispedire a casa tutti i poveracci d’ogni colore, sesso e nazionalità. L’incarico era stato affidato alle municipalizzate per la nettezza urbana: un lavoraccio infame, soprattutto a Roma, dove non riescono a pulire neppure i cestini dei rifiuti… Alla fine, però, che soddisfazione!

Era davvero stupendo girarsi per strada e vedere solo belli e ricchi, con bambini belli e sorridenti, pieni di giocattoli e smartphone. E megaschermi per la strada, ovunque, con facce belle e ricche: basta neri, gialli, strani, storpi, capelli spettinati. I truffatori, quelli sì, ma pettinati bene. Belli e ricchi.

Sicurezza ovunque, anche troppa: i belli e ricchi non sapevano più dove procurarsi la consueta dose di cocaina, senza i maledetti pusher di fiducia. Ma ben presto si sono adattati a spacciare direttamente, alzando i prezzi. Basta furti in appartamento e rapine: i belli e ricchi sanno fare imbrogli eleganti da fare invidia, che piacciono a tutti.

E basta morti in incidenti stradali. O meglio i cadaveri non si trovano più: dopo essere stati stesi dal solito insopportabile Casciabancone, vengono triturati. Destinazione l’isola che non c’è. Sì, proprio lì, assieme a diseredati e ultimi della terra, pensionati al minimo, mariti separati senza una lira, immigrati alla ricerca di una vita migliore, richiedenti asilo, minoranze etniche, puttanieri, amanti del sesso e politici di opposizione.  Il decreto non li contempla: non sono stati fortunati. Non sono nati ricchi e belli, sono venuti al mondo nel luogo sbagliato, magari in Africa, e qui non c’è posto per loro. Calimero ce l’ha fatta solo dopo un bella centrifuga.

Gli altri sono alla deriva perenne a bordo di navi senza bandiera, nella speranza vana di riuscire a sbarcare: ma per i poveri, brutti (dicono anche cattivi) i porti sono sempre chiusi, sbarrati. Ormai approdano solo yacht di lusso, con a bordo belli e ricchi. Una vera pacchia!

 

 

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