Quel turbamento emotivo…

CRONACHE IRREALI / 12

Fu così che il turbamento emotivo diventò simile alla licenza d’uccidere di 007.

Si iniziò con la legittima difesa: chiunque si sentiva “turbato emotivamente” di fronte ad un soggetto entrato in casa sua era legittimato a reagire ammazzandolo a suo piacimento.

In cosa consistesse tale turbamento nessuno lo sapeva esattamente, ma quella espressione faceva effetto sulle masse, un po’ come le magie degli stregoni sui selvaggi delle foreste.

Non trattandosi di concetto giuridico non fu facile definirne il significato, e soprattutto delimitarne il campo d’applicazione dei processi.

In compenso iniziarono a aprire decine di scuole di formazione per esperti nel ramo: dopo psicologia, psichiatria e psicoanalisi, ecco la prima laurea in turbamento emotivo. Nei principali talk show, da “PortaFinestra” di Bruno Ape e “SestoGrado” di Giangianni Pappagone, non mancava mai uno specialista, bravo e competente, come e più di quelli che affollano ogni sera le trasmissioni sportive, capaci di dissertare senza tema di smentita su ogni fuorigioco, palo e calcio di rigore.

Di fronte al postino che suonava con ostinata cattiveria, il turbamento fu definito legittimo, così come a seguito della scoperta della moglie a letto con l’amante. Analogo turbamento fu accertato nel caso del ladro, già datosi alla fuga, inseguito per chilometri e impiccato al primo semaforo rosso.

Si discusse a lungo su un rutto sfuggito per errore durante una cena: costituisce legittimo turbamento, sufficiente a giustificare la decapitazione con mannaia? In attesa della Cassazione, furono in molti a decidere di restare a cena ciascuno a casa propria. Aumentò pure il consumo di medicinali contro il reflusso gastrico.

Anche nelle belle famiglie tradizionali, tanto apprezzate da parte del Governo, il turbamento entrò con prepotenza: accadde che un figlio bravo e buono, scuoiò il beneamato padre, fino a qual momento esempio per la comunità tutta: la difesa rivelò, non senza sorpresa e sconcerto, che il ragazzino aveva subito violenza sessuale ripetuta fin da neonato. Più turbamento di così…

Un po’ alla volta il turbamento iniziò a giustificare ogni comportamento, trasformando ogni violenta reazione in qualcosa di legittimo: il caffè senza zucchero, il rimprovero della maestra a scuola, la camicia mal stirata. Ogni atto era tale da motivare l’assoluzione “per aver turbato l’animo”, nuova formula giudiziaria inventata per l’occasione. Perfino la minigonna diventò facile alibi per imprevedibili violenze…

Solo dopo una strage in Parlamento, dovuta all’ennesima “tempesta emotiva” (“Mi sono sentito turbato e minacciato da questi politici”, si difese il pluriomicida), il Legislatore decise che era meglio abbassare i toni. Ma ormai era troppo tardi.

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