Cittadinanza solo a chi rispetta le regole: italiani quasi azzerati

“Cittadinanza italiana solo a chi rispetta le regole!”

All’inizio l’ennesima “sparata” politica fu giudicata geniale da gran parte dei cervelli nazionali, azzerati da anni di tv berlusconiane, selfie, propaganda social e fake news. Ma ben presto i cittadini italiani restarono talmente pochi da potersi contare sulle dita di una mano.

Il leader del partito delle Buffonate voleva escludere quelli brutti e neri, ma in breve tempo si scoprì ciò che tutti ben sapevano, ovvero che le regole le violavano anche, e soprattutto, quelli bianchi e belli. Di conseguenza, quando la Legge entrò in vigore iniziarono i guai. Inizialmente perse la cittadinanza chi aveva commesso reati gravi, ed erano tanti tra gli “italiani veri”, che spesso venivano prima anche per omicidi, rapine, furti, estorsioni, sequestri di persona.

Quando iniziò la cancellazione dei truffatori dall’anagrafe fu un’ecatombe. Per non parlare del momento in cui fu applicata la perdita di cittadinanza agli evasori fiscali. I più sorpresi furono imprenditori, artigiani, commercianti, professionisti vari, tutti grandi elettori del partito del Rigore (che il rigore voleva applicarlo agli altri, ovviamente): uno dopo l’altro si trovarono privi di cittadinanza, in compagnia di una nutrita schiera di migranti.

La sforbiciata finale, devastante, si verificò quando furono eliminati  mariti e fidanzati violenti, tutti gli stalker, i “bravi cittadini” che che si mettono al volante ubriachi; poi quelli che sfrecciano con vetture sempre più enormi violando ogni regola del codice della strada, parcheggiando in decima fila e nei posti riservati ai disabili. E ancora chi lorda le strade, inquina l’ambiente, mette in commercio alimenti scaduti e dannosi alla salute, costruisce case abusive; tutti quelli che fanno i furbetti per avere alloggi pubblici senza averne diritto, i corrotti e corruttori, chi si fuma uno spinello e poi si mette alla guida dello scuolabus…

Si salvarono solo i neonati e qualche bambino sotto i sei anni, che ancora privo del cellulare non era in grado di scattare foto hard dei compagni di classe per poi sbeffeggiarli in Rete e ricattarli a scopo di estorsione.

Il ministro delle Buffonate, perse la cittadinanza per via di qualche finanziamento elettorale non proprio trasparente, ma non la strafottenza. E varò la Grande Sanatoria: tra gli applausi generali furono finalmente abolite le Regole. Salvo quelle d’Ampezzo. 

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